Distant Home

La Brianza per me è una bolla di ricordi, di sensazioni, di suoni, odori e percezioni. È casa, aria che d’inverno sa di camino, bagnata nell’anima, fredda e introspettiva. È sola, schiva, rintanata nei pub luminosi senza tempo e con poco spazio.
È la tanta luce del mattino, la brina sul prato, il divano ricoperto da note musicali, da canzoni riecheggianti leggermente, piacevolmente dimenticate da quarant’anni a questa parte.
È un rintocco di campane, che non hanno festa da ricordare, ma l’abitudine di richiamare i suoi fedeli ai curati altari.
Continua imperterrita nel suo esistere vivace e stanco, nel dialetto di chi ha scelto di restare, nell’abete che resisterà fino al prossimo Natale. E mi chiedo se è possibile dimenticare quell’esistenza tediata senza perdere la malinconia della casa dove la tua anima si è arrampicata, fredda e muschiata, che troppe cose tra i rami si è aggrovigliata.

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